Honduras/ Sì a trattative, ma governo ad interim esclude ritorno al potere di Zelaya

Pubblicato il 31 Luglio 2009 13:28 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2009 13:28

Il governo ad interim honduregno guidato da Roberto Micheletti è disposto a riprendere le trattative per risolvere la crisi politica nazionale ma ha ribadito che non accetterà mai il ritorno al potere del presidente Manuel Zelaya, destituito con un colpo di stato militare il 28 giugno, a quanto riferisce la Reuters.

”Ho detto e ripetuto che se la soluzione della crisi dovesse dipendere dalle mie dimissioni lo farei senza problemi, ma quello che non posso assolutamente fare è consentire a Zelaya di tornare ad essere presidente dell’Honduras”, ha dichiarato Micheletti in una conferenza stampa. Per collaborare alla ripresa delle trattative Micheletti ha invitato in Honduras Enrique Iglesias, ex-presidente della Banca per lo Sviluppo Inter.Americano.

La più grave crisi politica nell’America centrale da due decenni sembra quindi avviata a restare irrisolta ed a costituire un ennesimo grattacapo per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha inutilmente – finora – sollecitato il reinsediamento di Zelaya contro il parere dei repubblicani che lo considerano troppo di sinistra.

Attualmente in esilio in Nicaragua, Zelaya ha nuovamente sollecitato Washington a premere sul governo ad interim honduregno ed ha annunciato che per riottenere il suo posto ricorrerà alla Corte Criminale Internazionale.

L’estromissione di Zelaya nasce dalla sua intenzione di convocare un referendum per estendere il suo mandato, che scade nel 2010. Contraria all’iniziativa, la  Corte Suprema honduregna ha dato il via libera ai militari che hanno rimosso il presidente affermando di aver agito secondo la costituzione.

Inoltre i militari accusano Zelaya di mirare all’instaurazione in Honduras di un regime di tipo socialista analogo a quello di Hugo Chavez in Venezuela. Chavez ha ripetutamente dichiarato che farà di tutto perchè il suo amico Zelaya torni al suo posto.