Scienza e Tecnologia

Cern, 2 acceleratori per studiare nascita stelle: energie di mld di elettronvolt

Cern, 2 acceleratori per studiare nascita stelle: energie di mld di elettronvolt

Cern, 2 acceleratori per studiare nascita stelle: energie di mld di elettronvolt

ROMA – Due nuovi acceleratori di particelle in grado di produrre energie così alte da simulare e studiare la nascita delle stelle. Il Future Circular Collider, Fcc, sarà solo l’ultimo passo dello studio esplorativo del Cern di Ginevra, che punta alla costruzione di acceleratori di nuova generazione con una circonferenza fino a 100 chilometri e in grado di produrre energie per miliardi di elettronvolt. 

I due acceleratori lavoreranno insieme per produrre altissime energie, necessarie per studiare i meccanismi delle fasi iniziali dell’universo a tempi ancora più vicini alla sua nascita. Questi gli ambizioni obiettivi a lungo termine che il Cern sta pianificando per i prossimi decenni, e di cui si discuterà durante il meeting a Ginevra tra il 12 e il 15 febbraio. obiettivi in apparenza lontani e difficili da raggiungere come la scoperta del bosone di Higgs, recente successo di questa organizzazione internazionale di scienziati e ricercatori.

Per raggiungere questi traguardi si stanno progettando due nuovi acceleratori dentro i quali i fisici faranno collidere due fasci di particelle ad alta energia che viaggeranno a velocità prossime a quelle della luce. Il primo studio esplorativo del Cern, riguarda un progetto incentrato su un acceleratore di nuova generazione con una circonferenza da 80 a 100 chilometri nel quale le collisioni raggiungeranno energie pari a 14 TeV ossia 14.000 miliardi di elettronvolt.

Guardando ancora più avanti ci sarà il programma Future Circular Collider (Fcc) che si concentrerà soprattutto su studi per una collisore di particelle pesanti con interazioni forti chiamate adroni. Questo nuovo acceleratore sarà capace di raggiungere energie senza precedenti che si aggirano intorno ai 100 TeV.

Oggi presso i laboratori del Cern, fondato a Ginevra nel 1954 e che conta 21 paesi aderenti, c’è l’Lhc o Large Hadron Collider, il più grande e potente acceleratore di particelle del mondo costituito da un tunnel sotterraneo circolare lungo 27 chilometri. Questo acceleratore, che si rimetterà in funzione nel 2015 dopo una pausa per lavori di consolidamento, ha in previsione ulteriori aggiornamenti tra i quali il più importante è la realizzazione del HL (High Luminosity) Lhc che aumenterà, dal 2024 in poi, il numero di collisioni di un fattore dieci.

Sergio Bertolucci, direttore per la ricerca e l’informatica del Cern, ha spiegato:

“I prossimi risultati dell’Lhc saranno cruciali nel mostrarci i percorsi che la ricerca dovrà seguire in futuro e quale sarà il tipo più adatto di acceleratore per rispondere alle nuove domande che arriveranno presto”.

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