Pd spaccato sulle nozze gay: il video della bagarre

Pubblicato il 15 luglio 2012 12:40 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2012 12:40

ROMA – All’Assemblea nazionale del 14 luglio su nozze gay e primarie è scoppiata la polemica nel Pd. Dopo la conclusione del segretario Pierluigi Bersani e quando si dovevano votare alcuni ordini del giorno, è scoppiato lo scontro sul documento elaborato dalla Commissione Diritti che prevede, tra l’altro, il riconoscimento giuridico delle unioni, in linea con la sentenza della Corte Costituzionale in materia, ma non i matrimoni gay, come vuole invece l’area più laica.

Il testo ‘ufficiale’ della Commissione è passato quindi con i 38 voti contrari dell’ala piu’ laica del partito. Scattano le contestazioni. ”Siete più indietro di Fini, il vostro è un documento arcaico”, è insorto il delegato pugliese Enrico Fusco che è salito sul palco per spiegare le ragioni del documento integrativo e di fronte al rifiuto di metterlo in votazione ha restituito la tessera a Bersani. Insieme a lui anche altri due delegati hanno restituito la tessera e la mancata votazione e’ stata sottolineata dai ‘buu’ della platea e da urla ”vergogna, vergogna”.

La situazione si è ancora più surriscaldata quando non sono stati messi in votazione nemmeno gli ordini del giorno di Civati, Gozzi e Vassallo sulle primarie perché ”preclusi” dall’intervento di Bersani che aveva annunciato primarie entro la fine del 2013. A quel punto dalla platea sono giunte le urla ”voto, voto”.

E in diversi hanno chiesto che il segretario intervenisse. ”Questo è un partito precluso…”, ha ironizzato Civati. Per placare gli animi e’ intervenuto finalmente Pierluigi Bersani. ”Nel momento in cui per la prima volta il Pd assume un impegno alla regolamentazione giuridica delle unioni gay – ha detto parlando delle prima questione – vedo qualcuno che dice ‘vado via dal Pd’: ma io dico attenzione, il sistema dei diritti e’ un meccanismo in evoluzione e può perfino fermarsi se non si tiene conto dei passi.