Germania. Christian Wulff assolto: “No corruzione, prove non bastano”

di Rosanna Pugliese (Ansa)
Pubblicato il 28 febbraio 2014 0:48 | Ultimo aggiornamento: 28 febbraio 2014 0:48
Germania. Christian Wulff assolto: "No corruzione, prove non bastano"

Germania. Christian Wulff assolto: “No corruzione, prove non bastano”

BERLINO – Le prove a suo carico non bastano, non ci fu corruzione. Due anni dopo le clamorose dimissioni, l’ex presidente della Germania Christian Wulff è stato assolto dal Tribunale di Hannover.

E lui, un uomo di 54 anni, travolto da una campagna mediatica che lo ha distrutto – un anno dopo la fine dell’esperienza a Bellevue, fu lasciato anche dalla moglie – il 27 febbraio è apparso finalmente sorridente, davanti alle telecamere: ”Sono sollevato dalla sentenza, ora comprenderete che io voglia solo andare a prendere i miei figli all’asilo. Potranno vivere un padre più sereno degli ultimi due anni”.

Il caso sembra chiuso. L’onore è ”salvo”, titola Spiegel. Ma sono molti gli interrogativi che restano su questa vicenda politica e umana, in Germania. I fatti sono stati ‘srotolati’, fotogramma per fotogramma, sotto gli occhi dei tedeschi, due giorni fa, in un docufilm trasmesso in tv. Non un capolavoro, ma ”Der Ruecktritt” (‘le Dimissioni’) ha ripercorso le tappe della vicenda, aperta da un articolo della Bild, che contestava l’atteggiamento ritenuto poco chiaro del presidente, nei panni di governatore della Bassa Sassonia (lo fu dal 2003 al 2010), su un prestito a tassi agevolati ricevuto da un amico per comprare casa.

Il film ha mostrato poi la telefonata al caporedattore della Bild, con cui l’ex presidente tentò di bloccare – o far rimandare, secondo le parole di Wulff – la pubblicazione delle rivelazioni, affidando un messaggio a una segreteria telefonica. Caso nel caso, il tabloid rese pubblica anche questa circostanza. Di qui si aprì una vera e propria ”caccia” alle ‘malefatte’ della coppia presidenziale. Fu coinvolta anche la consorte: bionda, bella, e tatuata, Bettina, sposata in seconde nozze. E quello che venne fuori fu un ritratto molto diverso dall’idea che l’opinione pubblica avrebbe voluto avere del presidente della Repubblica tedesca.

Un uomo rampante, vicino al mondo degli affari, non sempre chiarissimo nei rapporti con amici-imprenditori che gli avrebbero accordato e avrebbero ricevuto da lui ”favori”. Su questa ipotesi, lo scambio di favori con il produttore cinematografico Davis Groenewold, la procura di Hannover aprì un’inchiesta per corruzione che portò ad immediate dimissioni: il 17 febbraio 2012.

In una cerimonia di congedo nel parco del castello di Bellevue, le contestazioni della gente scesa in strada contro il presidente riuscirono a coprire i brani eseguiti dalla banda. Alcuni avevano le scarpe in mano, in segno di indignazione. Il film torna anche sull’addio: ”Ho commesso degli errori, ma sono stato sempre onesto. Quello che è successo ci ha ferito”, disse Wulff andando via con la first lady umiliata.

Oggi è arrivata la chiusura del processo: l’assoluzione. La Procura potrebbe potrebbe ancora ricorrere in appello. Secondo la ricostruzione di fatti, Wulff avrebbe lasciato pagare a Groenewold – incriminato e scagionato a sua volta – 720 euro per un soggiorno a Monaco, all’Oktoberfest del 2008. Due mesi e mezzo dopo avrebbe chiesto al numero uno della Siemens di sostenere un suo film. Una storia banale – e Wulff dice di aver restituito i soldi subito dopo la vacanza – vista con l’occhio italiano.

Non così in Germania. Lo stesso Paese che in questi giorni continua il suo esame di coscienza pubblico: sbagliò la Procura ad aprire un’indagine sulla spinta dei media? Sbagliarono i media ad attaccare il presidente con tanta veemenza? Sono le domande poste ieri sera da Anne Wille, moderatrice di uno dei talk show di punta della tv pubblica. Al dubbio latente rimasto a qualcuno, ha risposto oggi la comunità turca: ”Christian Wulff è ancora il nostro presidente”.