Cronaca Italia

Prof universitari, dirigenti pubblici e doppio lavoro. Ma i conti non tornano

soldi 500 euroROMA – Professori universitari, dirigenti, funzionari pubblici di alto livello. Tanti con un doppio lavoro o con consulenze e incarichi in società private. Spesso incarichi illegittimi quando non in aperto conflitto di interessi con quelli per cui lo Stato (e quindi noi) li paga. E’ uno dei capitoli più corposi del rapporto fatto dalla Guardia di Finanza sugli sprechi della pubblica amministrazione.  Capitolo che come spiega sul Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini dedicandogli un lungo articolo, è tra quelli che desta  più allarme proprio perché si tratta di un fenomeno in crescita.

Ma qualcosa, nell’analisi, non torna. Perché secondo il Corriere i doppi incarichi dei professori avrebbero causato un danno da 8 milioni di euro. Un conto tutto sommato modesto, ma soprattutto una cifra che lascia perplessi perché non è chiaro, trattandosi di incarichi “irregolari”, come siano stati tracciati e stimati. A questi otto milioni vanno poi aggiunte le altre irregolarità dei funzionari pubblici. Anche qui, conti difficili da fare. Sarzanini dà  un’altra cifra: 21 milioni. Ma qui non si tratta di danno ma di sanzioni amministrative già inflitte a chi avrebbe sgarrato.

Scrive il Corriere: 

 Professori e ricercatori universitari che accettano consulenze oppure ottengono incarichi in società private. Alti funzionari di enti pubblici che svolgono attività in concorrenza o in conflitto con i compiti assegnati loro dallo Stato. Enti locali, Motorizzazione civile, Agenzia delle Entrate, Asl: sono migliaia i dipendenti con il «doppio lavoro». Dirigenti o semplici impiegati che, spesso in orario d’ufficio, sono altrove e percepiscono compensi «in nero». 

Ma quanti sono i funzionari pubblici col secondo lavoro in nero. Tanti, decisamente troppi. Scrive Sarzanini:

Sono decine i professori universitari già accusati di aver ottenuto incarichi in collegi sindacali e commissioni collaudi, ma anche consulenze per la realizzazione di progetti per aziende e addirittura docenze in strutture private. Una grave incompatibilità che – secondo le prime stime – ha provocato un danno di circa otto milioni di euro. Ma nuove indagini sono tuttora in corso su un fenomeno che ha dimensioni ben più ampie e non riguarda soltanto questo settore. Su 1.346 verifiche effettuate negli enti pubblici sono stati scoperti ben 1.704 impiegati con un secondo lavoro, nella maggior parte dei casi retribuito «in nero» e le sanzioni amministrative hanno superato i 21 milioni di euro. 

E non mancano i casi più eclatanti:

Nella lista c’è un dirigente tecnico di svariati Comuni che faceva l’ingegnere per alcune imprese edili percependo oltre 200mila euro, esattamente come un suo collega impiegato in una Regione che però di euro ne ha presi 600mila. E poi un funzionario della Motorizzazione che effettuava perizie per i privati e un dirigente dell’Agenzia delle Entrate che aveva aperto uno studio da commercialista assistendo clienti che spesso avevano bisogno proprio per le contestazione di evasione fiscale, infermieri delle Asl che in realtà lavoravano in cliniche private.

To Top