Datagate, Edward Snowden in Russia. Putin: “Usa lo hanno intrappolato qui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Luglio 2013 1:25 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2013 0:56
Datagate, Edward Snowden in Russia. Putin: "Usa lo hanno intrappolato qui"

Datagate, Edward Snowden in Russia. Putin: “Usa lo hanno intrappolato qui”

MOSCA – “Gli Stati Uniti hanno intrappolato Edward Snowden in Russia“. Il presidente Vladimir Putin rompe il silenzio e accusa gli Stati uniti di aver intrappolato la “talpa” del Datagate nell’aeroporto Sheremetevo di Mosca, dove Snowden si trova ormai da tre settimane. Putin poi ha subito garantito che Snowden se ne andrà da Mosca “appena possibile” e che vede già “i segni della cessazione della sua ‘attività politica’ contro gli Stati Uniti”.

Putin ha dichiarato: “E’ arrivato nel nostro territorio senza un invito. La Russia non era la sua destinazione. Era un passeggero in transito verso altri Paesi. La notizia è arrivata quando era in volo. I nostri partner americani al momento hanno bloccato ogni suo ulteriore movimento”.

Il presidente russo ha poi accusato gli americano: “Di fatto, gli Usa stessi hanno in qualche modo spaventato altri Paesi perché negassero l’ingresso a Snowden e attualmente lo hanno intrappolato nel nostro territorio. Una sorta di regalo. Per Natale”, ha detto scherzando.

Putin ha spiegato che appena Snowden avrà l’opportunità di andarsene, “lo farà senz’altro: “Le condizioni per la concessione dell’asilo politico gli sono note”, ha proseguito, evocando il suo diktat di non danneggiare più “gli interessi dei nostri partner americani”. “A giudicare dalle sue ultime azioni, sta cambiando posizione. Ma la situazione non è chiara”, ha ammesso lo stesso Putin.

La richiesta di asilo da parte di Snowden infatti non è arrivata nemmeno il 15 luglio negli uffici del servizio federale per l’immigrazione, contrariamente a quanto lui stesso aveva annunciato venerdì scorso. Un ritardo “strano” per i rappresentanti di alcune ong impegnate nella difesa dei diritti umani, da Svetlana Gannushkina a Tatiana Lokshina. Quest’ultima, dell’ong Hrw, si è interrogata oggi anche sullo scopo dell’incontro all’aeroporto: “E’ poco chiaro per me. Perché ci ha convocati? E’ stato lui a farlo? Ed è stato l’unico a promuoverlo?”.

Incomprensibile, a suo avviso, anche il fatto che l’ex agente della Nsa non abbia ancora chiesto l’asilo alla Russia. Loshkina ha precisato anche un’altra sfumatura dell’incontro, smentendo che Snowden si sia impegnato a non nuocere agli Usa: ”Ha detto che non percepisce le dichiarazioni di Putin come rilevanti o problematiche perché non ha fatto nulla contro gli Usa e non ha inflitto alcun danno agli Stati Uniti, Snowden pensa che la sua attività sia a favore degli Usa, non viceversa”.

Intanto anche i simpatizzanti russi del trentenne americano hanno frenato sulla sua candidatura al Nobel per la pace, avanzata da Stefan Svallfors, un professore svedese di sociologia. “Non penso sia un eroe che lo merita”, ha tagliato corto la veterana russa dei diritti umani, l’ex dissidente Liudmila Alexeieva. Sulle stesse posizioni Aleksandr Cerkassov, dell’ong Memorial.

Persino Mikhail Fedotov, capo del consiglio per i diritti umani presso il Cremlino, ha stoppato l’iniziativa: “Il suo ruolo è stato in qualche modo esagerato. Tutto ciò sembra sempre di più una soap opera messicana”. Secondo il giornalista del Guardian Glenn Greenwald, autore dello scoop sul Datagate, Snowden invece ha in mano ancora altri segreti che potrebbero causare pesanti danni agli Stati Uniti dal momento che finora ha scelto di non divulgare le informazioni più dannose per il governo del suo Paese.