Intelligence Usa: Iran aggirerà l’emargo tramite la Cina e il Venezuela

Pubblicato il 3 Febbraio 2010 1:12 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2010 1:13

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

L’Iran si sta già preparando a far fronte a nuove sanzioni e a smussarne gli effetti, cercando nuove fonti di approvvigionamento energetico in Cina e Venezuela. Nel corso dell’audizione al Comitato Servizi del Senato, Dennis Blair, il direttore della National Intelligence statunitense, ha detto che Teheran «mantiene aperta l’opzione di fabbricare un’arma atomica», ma che le attuali sanzioni hanno minato l’economia del Paese.

Gli ayatollah valutano «la sicurezza, il prestigio e l’influenza dell’Iran» nel decidere come procedere sul programma nucleare, ma il mondo ha ancora in mano la leva d’azione principale: «Continuiamo a ritenere che il processo decisionale iraniano sia guidato da un approccio costi-benefici, che offre alla comunità internazionale l’opportunità di influenzare l’Iran».

Secondo l’intelligence Usa, Teheran ha già delineato i piani per affrontare ogni possibile evenienza e ha «identificato possibili fornitori alternativi di benzina, tra cui la Cina e il Venezuela». Blair ha aggiunto che, secondo la stampa d’opposizione, l’esercito è coinvolto nel contrabbando di petrolio, «che è un modo per aggirare e insieme trarre profitto dalle sanzioni».

Nonostante queste attività e nonostante il razionamento della benzina, che potrebbe in parte mitigare alcuni effetti dell’embargo, Blair siè detto convinto che «le sanzioni avranno un impatto negativo sulla ripresa dell’Iran dall’attuale rallentamento economico».