Compiti vacanze vs “fuga estiva dei cervelli”: la mente va allenata giocando

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2013 13:02 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2013 13:02
Compiti vacanze vs "fuga estiva dei cervelli": la mente va allenata giocando

Compiti vacanze vs “fuga estiva dei cervelli”: la mente va allenata giocando

ROMA – I compiti per le vacanze non fanno male, ma servono per mantenere al mente allenata. Il nemico da abbattere, per le scuole americane, si chiama “summer brain drain“, cioè la “fuga estiva” dei cervelli. Una ricerca degli Stati Uniti lancia infatti l’elogio agli odiati compiti delle vacanze e così le città si organizzano. Da New York a Cleveland e Chicago, da Pittsburgh a Boston, le scuole organizzano corsi estivi per tenere “allenati” i propri studenti. Ma c’è una regola da rispettare: bisogna insegnare attraverso il gioco, perché le vacanze estive restino tali.

Secondo un’analisi della Johns Hopkins University di Baltimora, durante i due mesi e mezzo di vacanze estive vanno perse le nozioni matematiche acquisite durante l’anno scolastico. La capacità di lettura invece viene intaccata al passaggio dei tre mesi. E così il 66% dei docenti dichiara di ritrovarsi a settembre a dover dedicare tra le tre e le quattro settimane al ripasso, per poter riportare la propria classe ai livelli del giugno precedente l’estate. Il 24% dei docenti invece impiega ben oltre le 5 settimane per il solo recupero. Una perdita sentita soprattutto dai bambini più poveri, che ogni hanno perdono un mese di studio.

Per far fronte all’emergenza da “summer brain drain” non solo le scuole sono protagoniste del rilancio dei compiti estivi. Biblioteche, musei e organizzazioni private lanciano iniziative e corsi per mantenere allenata la mente di ragazzi e ragazze, come spiega Gary Huggins, manager della National Summer Learning Association, al Washington Post: “Il segreto è trovare il giusto equilibrio tra il gioco e l’apprendimento. Non dobbiamo infatti assillare i nostri figli, con tabelline, compiti obbligatori e libri difficili da leggere. È estate, fateli divertire, fateli correre. Il cervello ha comunque bisogno di una pausa, ma c’è un modo sano per evitare che si fermi e regredisca”.

La sfida per i corsi estivi è dunque questa: insegnare divertendo. Il ruolo per le vacanze estive di riposo dall’impegno scolastico non deve mancare, purché non si trasformi in completo ozio. L’Huffington Post invece propone alcuni consigli pratici: dall’andare al museo a vedere un film, di cui poi si dovrà scrivere la recensione, fino a dilettarsi in giochi e quiz come Trivial.