Notre-Dame non era assicurata, lo Stato pagherà il restauro. Accuse all’allarme in ritardo

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 17 aprile 2019 12:23 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2019 12:28
Notre-Dame non era assicurata, lo Stato pagherà il restauro. Accuse all'allarme in ritardo

Notre-Dame non era assicurata, lo Stato pagherà il restauro. Accuse all’allarme in ritardo (Foto Ansa)

MILANO – Sarà lo Stato francese a pagare per il restauro della cattedrale di Notre-Dame, divorata dall’incendio divampato lunedì 15 aprile. La chiesa, infatti, come tutte le cattedrali francesi costruite prima del 1905 spiega Le Monde, è proprietà dello Stato, che è assicuratore di se stesso per i propri edifici religiosi. “Lo Stato farà quello che serve”, ha detto il ministro della Cultura, Franck Riester. Ma di certo un grande aiuto verrà dai privati, considerato che solo nelle prime ore dopo il disastro sono stati raccolti già 700 milioni di euro grazie alle copiose donazioni di alcuni colossi del lusso come Kering e Lvmh, con annesse polemiche da parte di alcuni sindacati. 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, assicura che la cattedrale sarà ricostruita in cinque anni. Nel frattempo, però, oltre ai lavori si pensa alle indagini. Non è ancora chiaro al momento che cosa abbia scatenato l’incendio, anche se sembra quasi certa l’origine colposa, tanto che la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per “distruzione involontaria attraverso un incendio”. 

Il dubbio che aleggia sulle indagini è che Notre-Dame avrebbe forse potuto essere salvata se l’allarme fosse scattato subito, alle 18:15, appena sono state viste le prime fiamme, e non quasi venti minuti dopo, quando, alle 18:43, è stato individuato il focolaio ed è partita la prima chiamata ai vigili del fuoco. 

Ignote anche le cause dell’incendio. In un primo momento si era parlato di una saldatura all’origine del fuoco, ma l’ipotesi è stata categoricamente smentita dal capo dei Monumenti storici incaricato del restauro della guglia, Francois Chatillon, che ha spiegato che i lavori non erano ancora cominciati e solo l’impalcatura era in fase di montaggio.

Al vaglio degli investigatori c’è un possibile problema elettrico, un corto-circuito, e sotto la lente delle indagini c’è anche un terzo ascensore utilizzato per i lavori. L’unica certezza al momento sembra che le fiamme siano partite dalla base della guglia, sul lato della Senna. Questo il punto indicato dagli agenti di sicurezza alla polizia. 

Tutto il personale addetto alla sicurezza della cattedrale e gli operai sono stati interrogati. Ma l’indagine si prospetta lunga e difficile, anche perché a causa della precarietà della struttura per il momento verranno utilizzati droni per verificare lo stato della cattedrale. E dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza potrebbe, forse, arrivare qualche risposta. (Fonti: Le Monde, Le Parisien, Le Figaro)