Gregorio De Falco, “ricorso inammissibile”: non può tornare al suo posto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2015 15:57 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2015 15:59
Gregorio De Falco, "ricorso inammissibile": non può tornare al suo posto

Gregorio De Falco

LIVORNO – Niente da fare, “ricorso inammissibile” per il generale Gregorio De Falco. Il Tar della Toscana ha liquidato così la sua richiesta contro il trasferimento, per un cavillo procedurale: l’uomo del “salga a bordo c…”, intimato a Francesco Schettino e che era a capo del settore operativo della Capitaneria di porto di Livorno nella notte del naufragio della Costa Concordia, non potrà tornare al suo posto. Da quell’incarico De Falco è stato tolto e destinato ad un ufficio amministrativo. Decisione che aveva scatenato la dura protesta del comandante, prima espressa in una serie di interviste e poi con un ricorso al Tar. 

Per i giudici amministrativi la sua richiesta non sarebbe valida perché  non ha citato nel procedimento il suo successore alla direzione della capitaneria di Livorno, il capitano Massimo Tomei. Così il Tar non è nemmeno entrato nel merito della vicenda sul presunto demansionamento.

Per ora De Falco se ne torna a Livorno a ricoprire il suo nuovo incarico, quello di responsabile dell’Ufficio studi, relazioni esterne e rapporti con i media della direzione marittima di Livorno. Un incarico, ha sostenuto in passato “in cui il mio apporto non ha alcuna valenza perché, al di là del nome altisonante, faccio il segretario dell’ammiraglio”. Dunque “i miei atti non hanno alcun rilievo, non ho alcuna responsabilità diretta. Vuol dire che non lavoro più”. Ma “dopo 20 anni di servizio non voglio essere pagato per nulla”.

Mentre l’avvocato Simone Grisenti, già medita un appello al consiglio di Stato:

“Siamo molto perplessi -commenta – Aspettiamo di leggere le motivazioni e valuteremo se proporre appello al consiglio di Stato”.